Tuesday, 7 September 2010

Antonio Fabrocini

4 marzo 2010 di Giulio Giovanni Siena  
Categoria Personaggi

Antonio Fabrocini nacque a San Giovani Rotondo il 22 dicembre 1856.

Svolse la professione di insegnante nelle scuole elementari del suo paese.

Amò lo studio e, in linea con le tendenze dei suoi tempi, predilesse i filosofi e gli scrittori antichi dell’epoca classica e del dolce stilnuovo.

La sua opera prima è costituita dalla tragedia in cinque atti “La Costanza di Socrate   (legibile online) applaudita da varii circoli letterari italiani, dedicata a S.M. Umberto I”, stampata in Napoli nel 1881 nella Tipografia di Raffaele Tortora. Essa tratta degli ultimi sprazzi di vita del grande filosofo, rinchiuso nelle prigioni e poi avvelenato per essersi rifiutato di onorare gli dei ateniesi .

Gli scritti del Fabrocini traboccano di amor patrio e di spirito religioso.

In un  quaderno riportante l’effigie del re Vittorio Emanuele III  intitolato “Opere inedite di Antonio Fabrocini”  egli trascrisse  “alcuni ricordi” , cioè alcuni suoi carmi di ispirazione politica e religiosa:

-          Il Carme politico recitato il 14 marzo 1879 agli onorevoli cittadini ed autorità di S. Giovanni Rotondo”;

-          Il Carme politico “Al Pensiero – All’Azione”;

-            Alla Madonna sotto il titolo della Pace;

-          Inno Sacro;

-          Al Papa Pio IX;

-          Per un Crocefisso;

-          Epigramma;

-          Preghiera alla Madonna;

-          Al cuor di Maria;

-          Uno sguardo Al Paradiso;

-          All’Immacolata.

Di lui si conserva anche il manoscritto “Monografia di S. Giovanni Rotondo sul Promontorio Garganico” , opera rimasta incompiuta che tratta delle origini e della storia della città garganica.

Inoltre, in ricorrenza del venticinquesimo anniversario dell’eccidio borbonico consumatosi a San Giovanni Rotondo il  23 ottobre 1860, preparò per i suoi concittadini  un epico discorso patriottico commemorativo dei 24 liberali uccisi , intitolato “Pel 23 ottobre 1860 in San Giovanni Rotondo”. 

Un secondo discorso, altrettanto memorabile, fu pronunciato dal Fabrocini il 23 ottobre 1894 durante la cerimonia inaugurale della lapide  dei ventiquatro Martiri della Libertà,affissa sulla facciata del Municipio della città.  

Nei due forbiti discorsi -  di cui se ne consiglia la lettura -  egli riesce a trattare con grande equilibrio un argomento delicatissimo come quello dell’eccidio del 1860, mettendo in luce l’amore struggente per la patria e per San Giovanni Rotondo.

Morì a San Giovanni Rotondo il 2 luglio 1933.

Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Blogplay

Lascia una traccia del tuo passaggio

Scrivi un tuo commento...
e , se vuoi un'immagine da mostrare con il tuo commento, collegati a gravatar!